Benvenuti nel mio Blog!
Un diario personale dove cercherò di non farvi trovare solo gradi e prestazioni sterili ma emozioni legate alle salite, paure condivise con amici, strette di mano, abbracci, racconti semplici e quant'altro ci consenta di sognare...

La mia afa


Dopo mezz’ora di estenuante lotta con il caldo Roby arriva in sosta al primo tiro.
“Io non ce la faccio più” sono le sue prime parole.
"Questo non è arrampicare, è lotta per la sopravvivenza..."
Rido ma sono d'accordo con lui.
E come dargli torto ?
Io nel bosco, fermo, al riparo da un albero, ho caldo a dorso nudo…


Lo raggiungo con due litri in meno di acqua in corpo e subito riparto.
La roccia è superlativa: placche, diedri e strapiombi pieni di gocce, fatti apposta per scalare.
I tiri si susseguono belli e mai banali ma il caldo… quello è il vero problema!
Ogni tiro è una sofferenza…




Una facile placca di roccia fantastica ci porta al tiro chiave, un bellissimo diedro grigio verticale.


Sarà che amo i diedri… Sarà la bella roccia… Sarà quel che sarà… Sta di fatto che lo affronto deciso, trovandolo meno impegnativo di altri tiri precedenti, anche se con chiodatura lunghetta e poco integrabile. Un lungo traverso facile ma esposto su gocce stupende mi porta in sosta. Qui la parete finalmente è in ombra; si suda ugualmente ma almeno il sole non cuoce più.





Recupero Roby che conferma la difficoltà del tiro; poi un’ultima placca stupenda ci permette di raggiungere la cresta di cima. Anche stavolta è fatta ! Una stretta di mano è giù, direzione mare a rilassarsi aspettando di mangiare il pesce!

Nebbia



Eccoci qui! Dopo una intensa settimana lavorativa, fuggiti letteralmente dagli affetti e dai problemi di casa, quattro ore di macchina e una notte di traghetto, siamo sbarcati.
Sardegna, ci siamo!
Entriamo nella galleria per Cala Gonone e ci troviamo avvolti dalla nebbia.
La nebbia ?! A Cala Gonone ?! Il paragone con il casello di Melegnano è scontato.
Ma è solo questione di scambi termici e correnti d’aria.
Poco tempo per sistemare i bagagli e poi via ad arrampicare.
Ore 12.00: Surtana, 29 gradi all’ombra…
Sono sospeso su una placca di roccia grigia fantastica, a rigole, cercando di non spiccare il volo. Non per la difficoltà eccessiva ma per il caldo mostruoso…
Sto sudando come un porcetto arrosto…
Con fatica riusciamo ad inanellare una decina di tiri uno più bello dell’altro e alle 17.00, mentre recuperiamo l’ultima doppia, siamo disintegrati…
Niente male come prima giornata, intensa.
Il sentiero di ritorno ci vede vagare come due naufraghi, completamente disidratati, alla ricerca di un po’ di ombra e refrigerio. Refrigerio che ci porterà la nebbia Dorgaliana e…. il Vermentino sardo!  


















Another brick in the wall



Sabato abbiamo tolto le rotelle.
Incredibile!
Tre anni e nove mesi...
E' caduta due volte.
Poi, orgogliosissima, ha girato per mezz'ora di fila !

Che soddisfazione !!!