Benvenuti nel mio Blog!
Un diario personale dove cercherò di non farvi trovare solo gradi e prestazioni sterili ma emozioni legate alle salite, paure condivise con amici, strette di mano, abbracci, racconti semplici e quant'altro ci consenta di sognare...

Il viaggio dell'Enterprise



In una lunga notte dell’anno 2256, nel buio più totale, il Capitano Kirk e il suo assistente comandante Spock vagano spensierati nello spazio siderale “alla ricerca di nuove forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare là dove nessuno è mai giunto prima”.
Le prime forme di vita le trovano all’alba nelle lunghe ombre da loro proiettate sulla vicina parete, mentre il freddo attanaglia le dita del Capitano impegnato in una nuova missione. Kirk e Spock si alternano al comando dell’Enterprise che veloce attraversa spazi infiniti, pilastri verticali, diedri eleganti e creste iridescenti. La loro vista è limitata dalle forme geometriche che stanno cavalcando ma i loro sogni spaziano ben oltre…
Un pallido sole li accoglie mentre transitano veloci lungo una fessura "pepetta", per poi seguirli mentre superano una strana astronave ed abbandonarli immediatamente durante la discesa in un grande buco nero. L’Enterprise e il suo equipaggio si trovano ora ad affrontare un pericoloso iceberg vagante che blocca il passaggio: in men che non si dica, Kirk e Spock viaggiano con la mente e affrontano una imprevista quanto allegra “traversata Hinterstoisser” che li conduce su una lunga “rampa”, dominata da una “traversata che solo gli Dei” possono affrontare, senza partire alla velocità di un missile! Uno spaventoso “ragno bianco” viene affrontato correndo per giungere ai “camini terminali”: qui la sorpresa! Una massa di alieni intasano i camini e obbligano l’Enterprise a prendere una via di fuga verso lo spazio più profondo. Il capitano Kirk, con velocità cosmica, conduce il suo equipaggio fuori dal buco nero e lo deposita su una Torre, per poi concedersi il ricordo di un incontro con un anziano ciclista…; tocca ora a Spock prendere le redini e portare l’astronave, attraverso un ultimo passaggio, su un asteroide che domina il cielo. La missione volge al termine: il Capitano ha promesso ai bambini a bordo di portarli a mangiare la Nutella. Una tranquilla planata finale li deposita in un piazzale colmo di esseri strani. Non ci resta che aspettare la prossima puntata!
(racconto di una bella mattinata passata in compagnia di un grande Amico, tra allegria e sogni)















La cordata omonima



Il giovane Mik è proprio in forma!
Su tutti i tiri passa in libera, solo qualche passo in artificiale non gli riesce. A ben vedere, con quello che scala, ci mancherebbe che non passi!
Scala tranquillo e deciso, ha voglia di macinare metri su metri, migliaia di metri….
Quella voglia che, quanto ti assale, devi sfogare.




Ma lo “zietto” Mik non molla, scala poco ma è determinato e non demorde! Se non si passa in libera, pazienza… si passa in qualche altro modo. La libera è per i puristi, non per gli alpinisti!
Dalla parte sua ha l’esperienza che in qualche modo serve…




Mik & Mik formano una buona cordata: decisa, veloce, sicura!
Michele & Michele, come dice mia figlia, fa rima….




E quando il giovane, all’uscita da una via di quasi mezzo km di un buon 6a/b obbligato, dice al vecchio “ci vorrebbero ancora un paio di centinaia di metri di scalata”, secondo voi cosa risponde il vecchio ?!
“Non sei mai contento!” risponde ma…. sotto sotto… lo vorrebbe anche lui!


La famiglia dei Mammut

Dopo qualche uscita in palestra, la mia bimba ha deciso di provare a seguirmi all’aperto.
“Io voglio scalare con il papà in montagna”
Che bello! Non vedo l’ora di farla provare, per gioco.
Le scarpette le ha già.
Partiamo così alla ricerca dell’imbraco per bimbi.
“Papà, io voglio quello 'fuschia', da femmina!”
“Va bene Emma, se lo troviamo…. Non so se c’è fucsia”
E lo troviamo!! Un bel Black Diamond non proprio fucsia ma violetto.
“Ma questo non è fucsia…” dice lei.
Allora mi scappa l’occhio e, tra le decine di imbracature basse per bambini presenti sullo scaffale (e pensare che fino a qualche anno fa ce n’erano in commercio solamente due modelli, entrambi di tipo completo), ne trovo una bella, costruita bene, colore blu, che mi piace.
Ma non deve piacere a me, deve piacere a lei… ed è blu, e a lei non piace.
Poi vede il disegno apposto sul retro della fascia lombare e di colpo cambia decisione….
“Papà! Voglio questa, questa con tutta la famiglia dei mammut al completo! Questo sei tu, questa è la mamma e questa sono io… manca Bianca, ma lei è ancora piccola e non arrampica!”
Il pomeriggio lo passiamo tra un boulder e l’altro; il giorno dopo siamo in falesia per il suo primo tiro su roccia, un bel 5a salito per ben tre volte… rigorosamente con la corda dall’alto!
5 anni per un 5a.
Che spettacolo!