Benvenuti nel mio Blog!
Un diario personale dove cercherò di non farvi trovare solo gradi e prestazioni sterili ma emozioni legate alle salite, paure condivise con amici, strette di mano, abbracci, racconti semplici e quant'altro ci consenta di sognare...

La premiata forneria


Quando nel 2005 comprai la nuova guida sulle Piccole Dolomiti rimasi stupito da questi posti a me allora sconosciuti!
Si… sapevo dell’esistenza del Baffelan ma non conoscevo affatto tutte le zone vicine, dal Carega al Pasubio.
Così, poco alla volta, ho iniziato a frequentare le "Piccole" ricavandone ogni volta stupende e forti sensazioni. Da allora più volte all’anno ci faccio un giro apprezzando soprattutto la tranquillità dei luoghi.
In pochi altri posti delle Alpi si assapora infatti la selvaggità che riservano ancora alcuni luoghi delle Prealpi Vicentine! In questi ultimi anni è principalmente grazie alla “premiata forneria Balasso”, grandi apritori di nuove perle arrampicatorie, se questa selvaggità ci viene regalata. A noi preservarla!
Chi dice che nelle Piccole la roccia è marcia non dice il vero e... non ha un gran bagaglio dolomitico.
Qui si trova di tutto: bellissime linee lungo pareti selvagge o a pochi passi dall’auto, roccia stupenda o “smarzi” da tirare con cura, pareti pulite o zoccoli erbosi verticali. E si impara a scalare!

Le Piccole riservano sensazioni forti, per tutti!












Il quadro rinato



Un caro Amico ha appena finito di sistemare, con alcune varianti personali, una via di roccia dimenticata da troppo tempo.
Sistemare una via in bassa quota è sempre un gran lavoro: erba, spine e terra la fan da padrone, bisogna provare per capire.
Non si può non onorare il suo grande impegno e il relativo tempo dedicato rubato ad altro.
E allora via… subito con una ripetizione!
Una mezza giornata libera, anche se fredda, ci permette di godere appieno di questo piccolo gioiello ottimamente chiodato.
Più salgo e più la via mi piace: sugli ultimi due tiri la roccia è talmente bella e ruvida che mi ricorda quella di alcune vie del Medale di 30 anni fa!
Peccato non ci siano altri tre-quattro tiri così! Sarebbe un capolavoro…

Un grazie al Capitano che ha tolto dalla soffitta un quadro d’autore e, appendendolo al muro, ha dato la possibilità a molti di ammirarlo!
La linea di salita




Bella placca


Un bel V grado !!

Puro godimento!



Ritorno alle origini


Sono fermo su un ballatoio esposto, qualche metro sopra di me un vecchio chiodone indica la via ma non trovo la sequenza corretta di appigli ed appoggi per raggiungerlo.
“Non me lo ricordavo così difficile sto’ passo”, penso.
Poi, cercando meglio, vedo la tacca giusta e di colpo mi trovo in sosta.
Sono passati tanti anni, troppi, e la memoria mi abbandona….
La mia “fenomenale” memoria visiva che, a distanza di anni, a volte si ricorda persino dei chiodi presenti sui tiri di alcune vie !!
Oggi sta facendo cilecca… ho dei ricordi sbiaditi anche del tiro successivo.
Ma mi ricordo che era bello, molto bello… e questa volta la memoria non mi tradisce !
Il tiro si rivela davvero ancora stupendo.
Fermo in sosta mi lascio scaldare dal sole mentre recupero il compagno e ritorno alle origini, agli inizi del mio percorso verticale. Sono passati molti anni ma mi sembra ieri.

Un ultimo tiro più facile ci porta in cima dove con una forte stretta di mano concludiamo il nostro odierno ritorno alle origini…